NIKON AF-NIKKOR
105mm f/2 E 135mm f/2
DEFOCUS CONTROL : TUTTI I SEGRETI
DEI DUE FAMOSI MEDIO-TELE NIKON
A SFOCATURA CONTROLLATA
ABSTRACT
The history and the intimate secrets
behind the famous
AF-Nikkor Defocus Control lenses, starting from their
ancètres (the AF-Nikkor 85mm f/1,8 rear-focusing medium
telephoto, released two years before DCs and projected by
the same technician, Mr. Masaaki Yanagisawa); I'll show the
teorical standpoints, drawings, floating data ad everything
was possible to collect from the original Yanagisawa's projects:
a compendium about DC lenses never released before.
26/02/2009
La stragrande maggioranza di chi si
interessa alla fotografia conosce bene i due obiettivi
AF-Nikkor 105mm f/2 DC e 135mm f/2 DC: si tratta di particolarissimi medio-tele
luminosi
da ritratto il cui acronimo significa Defocus Control, dal momento che sono
dotati di una
ghiera supplementare in grado di gestire micrometricamente l'entità e
l'andamento dell'aberrazione
sferica (da una posizione neutra a correzione standard fino ad una vistosa
sotto-correzione o sovra-
correzione), permettendo al proprietario di scegliere fra una resa
particolarmente grintosa e
tagliente (con sfocatura convenzionale nei primi piani e sullo sfondo) ed un
riproduzione con
sfocatura dei primi piani o dello sfondo (a scelta) molto morbida e piacevole,
non invasiva;
la possibilità di ottenere un "defocus" evidente davanti oppure
dietro il piano effettivo di fuoco
è gestibile con la famosa ghiera supplementare, in grado di invertire
l'andamento dell'aberrazione
sferica, e combinando opportuni valori del diaframma con le varie posizioni
della ghiera si possono
realizzare diverse variabili, con la possibilità di mantenere praticamente
invariata la nitidezza del
piano di fuoco oppure di estendere l'effetto flou anche ad esso, ottenendo così
le classiche immagini
soft-focus che tutti conosciamo; si tratta di un potenziale certamente difficile
da gestire al 100%
(l'effetto finale nel mirino è meno avvertibile rispetto alla successiva resa
sull'immagine), tuttavia
questi obiettivi sono estremamente versatili ed hanno molte frecce nel loro
arco: elevata luminosità
massima, resa ottica molto soddisfacente a piena apertura (in posizione
"neutra"), messa a fuoco
minima molto ravvicinata (0,9m per il 105mm ed 1,1m per il 135mm) che permette
di isolare
particolari del volto, costruzione professionale e robusta con finitura elevata,
efficace paraluce
telescopico incorporato, possibilità di gestire in modo molto articolato la
resa del fuori fuoco,
diaframma praticamente circolare per migliorare ulteriormente il bo-keh.
La serie Defocus Control fu progettata
da Masaaki Yanagisawa-San e dall'analisi del suo lavoro
posso arguire che si è avvicinato ai modelli finali evolvendo lo schema base
dell'AF-Nikkor
85mm f/1,8, un obiettivo presentato nel Marzo del 1988 e calcolato da Yanagisawa
entro la
prima metà del 1987: quest'ottica utilizzava un Gauss quasi simmetrico dalle
caratteristiche
innovative, dal momento che adottava la tecnologia RF (rear-focusing) e
focheggiava da infinito
alla distanza minima di 0,85m avanzando il modulo di tre lenti posto dietro al
diaframma; questo
dispositivo comportava due vantaggi: da un lato l'inerzia delle masse in
movimento era molto
più ridotta rispetto ad un obiettivo "rigido" convenzionale (a tutto
vantaggio di una veloce attuazione
autofocus), dall'altro l'entrata e l'uscita dal piano di perfetta messa a fuoco
avveniva in modo
estremamente evidente e marcato, sia per la ridotta profondità di campo ad
f/1,8 sia per l'effetto
della messa a fuoco posteriore, grazie alla quale i dettagli dell'immagine
vengono rapidamente
"distrutti" non appena ci si allontana dalla messa a fuoco ideale, una
caratteristica distintiva che
rende ancora più facile la messa a fuoco manuale e pronta quella automatica.
Nel passaggio dall'AF-Nikkor 85mm f/1,8
ai successivi 105mm e 135mm f/2 Defocus Control,
progettati fra il 1987 e l'Aprile 1988, Yanagisawa-San mantenne il dispositivo
di messa a fuoco
principale tramite il flottaggio del modulo posteriore ed aggiunse un filtro
neutro posteriore in
funzione di dust-stopper, dal momento che sui primi 85mm f/1,8 di produzione si
era riscontrato
che esponendo l'obiettivo col modulo avanzato (messa a fuoco minima) era facile
che il pulviscolo
entrasse e si depositasse sugli elementi interni; la derivazione dei modelli DC
dal precedente 85mm
f/1,8 è chiara (se escludiamo il filtro posteriore gli schemi sono analoghi, a
parte la lente anteriore
del 135mm trasformata in doppietto acromatico), anche se i necessari flottaggi
aggiuntivi e micrometrici
(con quote precise ad 1/10.000mm!) richiesti dal dispositivo Defocus hanno
imposto una meccanica
decisamente più complessa e professionale di quella dell'85mm f/1,8,
francamente un po' cheap.
Due immagini "ufficiali" degli AF-Nikkor
105mm f/2 e 135mm f/2 Defocus Control, progettati
simultaneamente ed immediatamente riconoscibili per l'omonima ghiera
supplementare che gestisce
la sfocatura da entrambi i lati del piano di fuoco.
L'AF-NIkkor 105mm f/2 Defocus Control
assieme al "padre biologico" AF-Nikkor
85mm f/1,8; potete notare come la montatura del 105mm sia molto più ingombrante
mentre in realtà le quote del nocciolo ottico non sono molto differenti: la
maggiore
lunghezza del 105mm DC è sostanzialmente dovuta all'abbondante sbalzo anteriore
della montatura, prolungato ben oltre la lente frontale e servito da un
ulteriore paraluce
telescopico; questo sbalzo aggiuntivo è probabilmente utile anche per gestire i
complessi
flottaggi del sistema DC ma risolve anche uno dei classici problemi connessi a
questo
tipo di schema ottico, cioè la sensibilità al flare di controluce, decisamente
pronunciata
nell'85mm a causa della lente frontale molto più esposta.
Una ripresa più ravvicinata conferma
l'ampia protezione fornita alla lente frontale
del 105mm DC; la sua meccanica è decisamente professionale e rifinita con
vernice raggrinzente opaca dall'aspetto piacevole e resistente all'usura: tutt'altra
cosa rispetto al guscio in resina dell'85mm f/1,8.
Gli AF-Nikkor 85mm f/1,8 e 105mm f/2 DC
in reciproca scala confermano
gli ingombri importanti dell'obiettivo Defocus: non è certamente un'ottica da
tenere in tasca per una lunga camminata! Il 105mm DC dispone di una comoda
presa di forza in alluminio zigrinato per il montaggio ed anche il comando per
passare dall'autofocus alla messa a fuoco manuale è servito da una comoda
ghiera sovradimensionata con pulsantino cromato di sblocco. Il dettaglio di
spicco è senz'altro rappresentato dalla misteriosa ghiera "Defocus Image
Control", in grado di spostare micrometricamente i tre moduli principali in
cui è stato suddiviso lo schema ottico e di gestire con ampia libertà
l'orientamento
e le quote di aberrazione sferica residua, scegliendo di ammorbidire i dettagli
fuori fuoco posti davanti al soggetto (direzione "F") o dietro ad esso
(direzione "R");
sulla scala sono riportati i diaframmi da f/2 ad f/5,6 in entrambi i sensi,
corrispondenti
ad aberrazione sferica marcatamente sottocorretta o sovracorretta: le
combinazioni
dei valori di apertura di questa ghiera con quelli effettivamente adottati dal
diaframma
durante l'esposizione possono fornire risultati differenziati, con maggiore o
minore
morbidezza e rotondità dei dettagli che può interessare in modo evidente
soltanto le
aree fuori fuoco o anche il soggetto a fuoco, lasciando all'operatore la
possibilità
di scegliere la combinazione che preferisce.
Dal momento che si tratta di obiettivi specifici per la
ritrattistica, gli AF-Nikkor DC
sono dotati di diaframma a lamelle arrotondate che ad f/2, f/2,8 ed f/4
forniscono
un'apertura praticamente circolare, restituendo così le alte luci fuori fuoco
con una
sagoma naturale e non geometrica.
La plancia di comando degli AF-Nikkor DC prevede la tipica
dotazione dei Nikkor
professionali tipo AFD, quindi è ancora presente la ghiera manuale del
diaframma
(preziosa per impiegare l'obiettivo con corpi macchina di vecchia generazione e
prodotti
a partire dal 1977); per i maniaci della non-obsolescenza sono persino indicati
i due
punti precisi in cui realizzare i fori per avvitare la mitica forcella e
consentire l'accoppiamento
esposimetrico con tutti i corpi non-Ai prodotti dal 1959 al 1977 ! Come potete
notare
l'indice della posizione di infinito non ha un settore definito con precisione, perchè
il fondo-scala varia in modo marcato regolando il Defocus Image Control a
fondo-scala
su Front o Rear; la ghiera per abilitare la messa a fuoco manuale, posta sotto
la presa di
forza in alluminio, è ben dimensionata e pratica da usare; purtroppo in alcuni
esemplari la
complessità di camme ed elicoidi che gestiscono la messa a fuoco posteriore ed
il defocus
creano degli impuntamenti durante l'operazione di focheggiatura manuale, ed
anche in
autofocus può succedere che la corsa si blocchi "incappando" in
problemi analoghi: è
l'unica, piccola pecca che ho rilevato in un barilotto molto razionale e
costruito ad arte;
la ghiera di messa a fuoco manuale è molto efficiente grazie alle ampie
dimensioni del
suo settore gommato mentre il paraluce estraibile tende ad incepparsi un po'
in fase
di rientro (a causa dell'attrito con la finitura raggrinzente) ed occorre
attenzione quando
lo si mette in posizione di riposo; l'apertura minima è limitata in entrambi i
modelli ad
f/16, valore peraltro adeguato ad ottiche da ritratto concepite per lavorare a
diaframmi
molto aperti, sia con defocus attivo che in configurazione tradizionale.
La serigrafia sul barilotto tradisce l'appartenenza di queste
ottiche alla
categoria dei Nikkor speciali; potete notare in dettaglio i due inviti
(in prossimità dei valori f/4 ed f/8) che indicano la posizione esatta
in cui eventualmente avvitare la forcella necessaria al completo
funzionamento con i corpi macchina costruiti prima del 1977:
a quei tempi la Nikon Corporation perseguiva ancora una politica
di assoluta non-obsolescenza!
Il Concetto di AF-Nikkor Defocus Control fu lanciato sul
mercato nell'Ottobre 1990, quando il
modello 135mm f/2 divenne disponibile ed immediatamente calamitò l'attenzione
dei fotografi e
dell'editoria specializzata; come potete notare passarono circa due anni fra il
completamento del
calcolo ottico e la disponibilità di esemplari definitivi, a riprova della
grande difficoltà incontrata
nel progettare un barilotto in grado di gestire flottaggi complessi con
precisione assoluta; al 135mm
f/2 dell'Ottobre 1990 fece seguito la versione 105mm f/2 del Settembre 1993,
preferita dai digitalisti
di allora (me compreso) che dovevano fare i conti col fattore di crop 1,5x e
trovavano la focale 135mm
troppo lunga; i due obiettivi sono tuttora in produzione (Febbraio 2009) e vista
l'estrema specializzazione
sono stati realizzati in quantità decisamente ridotte: circa 21.500 esemplari
per il 135mm e circa 14.000
esemplari per il 105mm (arrivato successivamente, quando l'effetto della novità
era un po' scemato ed
i fanatici si erano già accasati col 135mm).
Gli AF-Nikkor DC consentono la messa a fuoco con tutti i corpi
Nikon AF (tradizionali e digitali) tramite
la classica presa di forza meccanica nella baionetta, quindi non consentono
l'autofocus con i corpi più
economici dell'ultima generazione che sono previsti per l'utilizzo esclusivo con
obiettivi motorizzati e non
dispongono della presa di forza per gestire meccanicamente l'autofocus con
questi obiettivi, richiedendo
la messa a fuoco manuale; entrambe le ottiche adottano un passo filtri da 72mm,
hanno paraluce incorporato
e presentano ingombri e pesi piuttosto rilevanti: 79x111mm e 640g di peso il
105mm e 79x120mm ed 815g
di peso il 135mm, con messa a fuoco rispettiva a 0,9 ed 1,1m.
Esaurita questa descrizione superficiale, andiamo a svelare i
segreti ed i retroscena che si nascondono
dietro a queste realizzazioni particolarissime; come anticipato, Masaaki
Yanagisawa sviluppò gli AF-
Nikkor DC partendo dall'ossatura dell'AF-Nikkor 85mm f/1,8: probabilmente,
studiando i flottaggi
del suo sistema Rear Focus, il progettista aveva testato una serie di movimenti
ulteriori che chiamavano
in causa la spaziatura di altre lenti, prendendo atto dell'effetto molto marcato
che tali flottaggi sortivano
sull'andamento dell'aberrazione sferica, e d'altro canto era possibile
correggere "in corsa" le variazioni
di curvatura di campo introdotte dai flottaggi supplementari grazie a piccoli
movimenti ulteriori del gruppo
rear focus; una conferma indiretta della stretta parentela genetica che accomuna
l'85mm f/1,8 ai Defocus
Control ci viene fornita da queste letture MTF, eseguite in modo indipendente,
relative all'85mm f/1,8 ed
al 105mm f/2 DC.
Come potete notare l'impronta caratteristica è praticamente
sovrapponibile, a partire dal flesso
sull'asse a diaframma chiuso e dalla caduta periferica della calotta meridionale
alle alte frequenze
spaziali: nel primo caso potrebbe trattarsi di focus shift (nell'85mm il piano
dell'asse si sposta di
72 micron passando da f/1,8 ad f/5,6) mentre nel secondo è probabile che la
causa sia aberrazione
cromatica laterale, non corretta istituzionalmente in questo tipo di obiettivi e
peraltro avvertibile
nei Defocus Control.
Vediamo in dettaglio come funziona il principio DC, avvalendoci di schemi
originali di Yanagisawa.
Questa serie di tre schemi esemplifica il funzionamento dei
Nikkor DC nelle tre
condizioni di funzionamento: con ghiera DC in posizione di zero (aberrazione
sferica
corretta), in posizione Rear (aberrazione sferica sottocorretta) ed in
posizione Front
(aberrazione sferica sovracorretta); nel primo caso la distribuzione degli image
points
è regolare, la curva di aberrazione sferica segue un profilo standard e
l'andamento dello
sfuocato è analogo sia nel primo piano che sullo sfondo; nel secondo caso
(ghiera DC
in posizione Rear) l'aberrazione sferica è vistosamente sottocorretta ed
il percorso dei
light pencils comporta un'immagine più "presente" nella zona sfuocata
in primo piano ed una
più morbida nei dettagli sullo sfondo; nel terzo ed ultimo esempio la
situazione è inversa:
con la ghiera su Front l'aberrazione sferica è sovracorretta e troviamo una
maggiore presenza
sullo sfondo e maggiore morbidezza nel primo piano sfuocato.
Per capire meglio l'effetto di queste regolazioni ecco uno
schema riassuntivo:
per ogni obiettivo abbiamo a sinistra la resa nello sfuocato in primo piano,
al centro la resa nel piano di messa a fuoco nitida e a destra la resa nello
sfuocato sullo sfondo; i valori riportati nelle prime tre serie sono riferiti
all'utilizzo dell'obiettivo a piena apertura f/2 e posizionamento della ghiera
DC su "zero" o sull'identico valore f/2 in direzione
"Rear" o "Front": abbinando
lo stesso valore di diaframma sia nella ghiera delle aperture sia sulla scala DC
avremo un leggero ammorbidimento del fuori fuoco nella direzione selezionata
(ed un altrettanto leggero miglioramento della leggibilità nello sfuocato sul
lato
opposto) mantenendo invariata la nitidezza del piano di fuoco, non interessato
significativamente dal nuovo andamento dell'aberrazione sferica; se viceversa
inseriamo nella ghiera DC un valore di apertura maggiore ("più
chiuso") rispetto
al diaframma utilizzato in fase di ripresa, il maggiore shift di aberrazione
sferica
arriverà ad interessare anche il piano di fuoco, rendendo flou il soggetto
principale:
un esempio di questa variabile è presente nella quarta ed ultima serie: con
l'obiettivo
regolato alla massima apertura f/2 abbiamo posizionato la ghiera DC su Rear al
valore 5,6 (decisamente superiore al quello effettivamente utilizzato per la
ripresa),
e questa "desincronizzazione" aumenta vistosamente la variazione nella
curva di
aberrazione sferica, al punto che l'entità di sfuocato nella direzione adottata
aumenta
vistosamente, e la sua "onda lunga" si trascina fino al piano di
massima messa a fuoco,
la cui centrica confusionale appare più grande rispetto a quella puntiforme
degli altri
esempi: in questo caso avremmo ottenuto un'immagine caratterizzata da uno sfondo
molto morbido e da un certo effetto flou sul soggetto a fuoco, certamente
piacevole
in alcune circostanze.
Gli schemi inediti che seguiranno esemplificano ancora meglio questi ostici concetti.
diaframma obiettivo = f/2 ghiera DC = zero ab. sferica =
standard soggetto = nitido sfuocato = simmetrico
diaframma obiettivo = f/2 ghiera DC = f/2 Front ab.
sferica = sovracorretta soggetto = nitido sfuocato =
maggiore davanti
diaframma obiettivo = f/2 ghiera DC = f/2 Rear ab. sferica = sottocorretta soggetto = nitido sfuocato = maggiore dietro
diaframma obiettivo = f/2 ghiera DC = f/5,6 Rear ab.
sferica = molto sottocorretta soggetto = flou sfuocato =
molto maggiore dietro
Riassumendo, se adottiamo valori coincidenti per la ghiera del
diaframma e per la ghiera Defocus Image
Control, avremo un maggiore ammorbidimento nel fuori fuoco (controbilanciato da
una presenza leggermente
superiore nello sfuocato sull'altro lato), mantenendo la nitidezza del soggetto
a fuoco; se invece impostiamo
sulla ghiera Defocus Image Control un valore superiore a quello in esercizio (ad
esempio; f/5,6 quando
lavoriamo ad f/2) l'entità dello sfuocato nella stessa direzione sarà molto
maggiore, la resa dei piani fuori
fuoco sull'altro lato sarà un po' "harsh" e l'ammorbidimento andrà
ad interessare anche il soggetto a fuoco,
creando un'autentica immagine "soft" come comunemente viene definita.
Occorre annotare che questi effetti sono avvertibili soprattutto lavorando a
piena apertura f/2: scattando
fotografie con aperture inferiori (f/4, f/5,6, etc.) l'effetto sarà quasi
inavvertibile!
Passiamo ora ad analizzare le caratteristiche ottiche di
questi obiettivi, a partire dall'AF-Nikkor 85mm f/1,8
che può essere considerato la base di partenza.
L'AF-Nikkor 85mm f/1,8, introdotto sul mercato nel Marzo 1988
in attacco AF e successivamente
aggiornato allo standard AFD, fu progettato da Yanagisawa e completato
nell'Aprile del 1987; il
suo moderno schema Gauss ha senz'altro valide credenziali (un'architettura
simile è sfruttata anche
dal celebre ed eccellente Zeiss Sonnar ZM 85mm f/2) e quest'ottica è sempre
stata famosa per
il contrasto a chiusure medie e l'elevata nitidezza sull'asse a piena apertura, davvero
rimarchevole
per un f/1,8, così come è sempre parsa un po' troppo sensibile al flare; lo schema
quasi simmetrico
si basa su due gruppi di tre lenti separati dal piano del diaframma, e la messa a
fuoco avviene con
l'avanzamento del gruppo posteriore (BG); specificamente, su posizione di
infinito l'ultima lente
posteriore dista dal piano focale 38,2080mm e lo spazio D6 che separa i due
gruppi di lenti è
pari a 27,6330mm; focheggiando da infinito alla minima distanza di 0,85m il gruppo
posteriore BG
avanza di 12,6617mm, per cui a distanza minima lo spazio retrofocale fra
l'ultima lente ed il
piano focale sarà corrispondente a 50,8697mm, mentre i due gruppi di lenti
disteranno solamente
14,9713mm; questo tipo di messa a fuoco compensa secondariamente anche alcune
aberrazioni
e consente di mantenere a distanza ravvicinata una resa piuttosto elevata, con
uno sfuocato
molto personale e caratteristico. Lo schema ottico si avvale di vetri moderni
con quattro elementi
ad alta rifrazione/bassa dispersione ed uno Short-Flint ad alta rifrazione.
Il primo AF-Nikkor DC ad arrivare sul mercato fu il 135mm f/2,
il cui schema basilare
deriva direttamente da quello dell'85mm f/1,8, con alcune migliorie: la lente
frontale è
stata trasformata in un doppietto acromatico (per controllare l'aberrazione
cromatica
con una focale più lunga) ed è stato aggiunto un filtro neutro posteriore in
posizione
fissa per evitare l'ingresso di polvere propiziato dal "vulnerabile"
schema Rear Focusing;
la messa a fuoco avviene come di consueto con l'avanzamento del gruppo
posteriore
BG1 (che non include il filtro protettivo), mentre la regolazione del Defocus
Control
chiama in causa movimenti micrometrici dei tre gruppi principali: a tale
proposito ho
riportato una tabella con le spaziature reciproche in quattro condizioni d'uso:
ad
infinito con DC in posizione zero oppure a coniugata finita 1/30 con DC in posizione
zero
o a fondo-scala su Front e Rear; come potete notare le quote sono indicate in mm
con ben quattro decimali, a testimonianza dell'estrema precisione meccanica
richiesta!
Nella scelta dei vetri ottici fanno mostra di se tre elementi realizzati con
materiali moderni
ad alta rifrazione e bassa dispersione; infine, è curioso notare che la focale
effettiva computata
in fase di progetto corrisponde a 135mm esatti e che la spaziatura D3 fra i
gruppi GF1 ed
FG2 è un numero intero, privo di decimali, come se fosse stata una sorta di
costante adottata
arbitrariamente all'inizio del calcolo sulla quale tutto il resto ha dovuto
plasmarsi...
Considerazioni analoghe si possono inferire anche all'indirizzo del successivo
AF-Nikkor 105mm f/2 DC, introdotto nel Settembre 1993 con inspiegabile
ritardo rispetto al fratellone da 135mm (i due obiettivi sono stati calcolati
simultaneamente e la montatura del 135mm, lanciato quasi tre anni prima, era
una valida base per realizzare quella del 105, quindi il ritardo è
probabilmente
dovuto più a ragioni di marketing che altro: forse alla Nikon paventavano
una certa ridondanza in questa specifica focale ed erano riluttanti a lanciare
l'ennesimo 105mm Nikkor...). In questo caso lo schema è ancora più simile a
quello dell'85mm f/1,8, dal momento che l'elemento anteriore è singolo e non
sdoppiato, mentre è stato mantenuto il filtro posteriore stagno già introdotto nel
135mm; le modalità di messa a fuoco e flottaggio sono analoghe a quelle del
135mm, ivi compresa la curiosa scelta di una spaziatura "non decimale"
per
la distanza D2; come già avveniva con l'85mm, anche nel 105mm il quarto vetro
ad alta rifrazione appartiene alla vecchia scuola e presenta una dispersione
elevata.
In entrambi gli obiettivi DC il filtro posteriore è ricavato dal classico vetro
BK7.
Gli schemi che seguiranno permettono di comprendere meglio i
complessi flottaggi
messi in atto da questi speciali obiettivi.
Nel 105mm f/2 DC, per passare da infinito a 3,1m, il gruppo
posteriore BG1 avanza di 4,7911mm.
Posizionando la ghiera Defocus Image Control del 105mm f/2 su Rear al valore
f/5,6 di fondo-scala,
tutti i gruppi di lenti dell'obiettivo vengono movimentati: la lente frontale
FG1 avanza di 1,8003mm,
la coppia di lenti FG2 arretra di 0,1997mm ed il gruppo di lenti posteriore
arretra di 0,3610mm;
si tratta di flottaggi multipli micrometrici e complessi che lasciano intuire la
raffinatezza meccanica
che si cela dietro al movimento di questa ghiera, il cui funzionamento è
peraltro molto morbido!
Posizionando la ghiera Defocus Image Control del 105mm f/2 su
Front al valore f/5,6 di fondo-scala,
condizione opposta rispetto alla precedente, i moduli FG1 e BG1 invertono la
direzione del movimento
(ma non il gruppo FG2), per cui la lente anteriore FG1 arretra di 0,9mm esatti,
il gruppo FG2 arretra
di 0,1mm esatti ed il modulo posteriore BG1 avanza di 0,1796mm; naturalmente
questi flottaggi sono
validi per la coniugata immagine di 1/30 (pari a circa 3,1m dalla lente
frontale), perchè se cambiamo
distanza di messa a fuoco con la stessa impostazione della ghiera Defocus, il
gruppo BG1 si muove per
focheggiare, alterando la proporzione; il flottaggio aggiuntivo del gruppo BG1
è stato introdotto in
fase di Defocus per recuperare una sufficiente planeità di campo.
Nella pratica quest'obiettivo ha un rendimento molto
interessante: utilizzato come un comune medio-
tele luminoso, con ghiera Defocus in posizione di zero, l'immagine riecheggia la
nitidezza tagliente ed
il contrasto che hanno reso famoso l'85mm f/1,8 da cui deriva, ed anche ad f/2
la presenza sul piano
di fuoco è eccellente, senza però evidenziare quello sfuocato sgradevole che
spesso accompagna
obiettivi molto nitidi, il che permette di ottenere immagini molto
tridimensionali, com'è logico aspettarsi
da un obiettivo nato per il ritratto; ecco alcuni scatti che ho colto al volo
col 105mm f/2 DC ad f/4,5.
Si tratta con tutta evidenza di un obiettivo che vola alto ed
è in grado di coniugare elevata risolvenza,
buon contrasto e colori saturi con una scansione dei piani gradevole e
tridimensionale (notate
come il volto del la signora con occhiali, impietosamente
"impallinata" mentre camminava, sembri
sollevarsi dal piano, considerazione valida anche per il giornale, il braccio ed
il volto della ragazza
soggetto dell'altra immagine)
Conosco infatti alcuni proprietari di obiettivi Nikkor-DC che
non li hanno quasi mai impiegati
con la ghiera Defocus Image Control in funzione e li sfruttano in maniera
tradizionale, come dei
qualsiasi medio-tele luminosi, restando molto appagati dalla loro resa di base!
Per capire come
si comporta l'obiettivo durante la manipolazione dell'aberrazione sferica ho
realizzato questa
ultima serie di scatti, in grado di visualizzare le differenze che intercorrono
fra uno step e l'altro.
Col gentile "supporto" di alcuni micro-Nikkor da
55mm (impiegati come soggetto) ho scattato queste
immagini collocando i tre obiettivi in fuga prospettica e mettendo a fuoco
l'esemplare centrale.
Ottica a piena apertura f/2 e ghiera DC su posizione zero: buona nitidezza del
soggetto, sfuocato "simmetrico"
nel primo piano e nello sfondo.
Ottica ad f/5,6 e ghiera DC in posizione zero: maggiore profondità di campo,
sfuocato in primo piano
e sfondo ancora simmetrico, ed ovviamente più leggibile.
Ottica a piena apertura f/2 e ghiera DC su f/2 FRONT :
sfuocato più pronunciato in primo piano e più
leggibile nel secondo piano, soggetto a fuoco leggermente più morbido ma ancora
nitido.
Ottica a piena apertura f/2 e ghiera DC su f/2 REAR : sfuocato
più pronunciato sullo sfondo e più
leggibile nel primo piano, soggetto a fuoco leggermente più morbido ma ancora
nitido (notare come sia
comunque meno nitido rispetto all'analoga regolazione su FRONT dell'immagine
precedente).
Ottica a piena apertura f/2 e ghiera DC su f/5,6 FRONT : primo
piano marcatamente più sfuocato
rispetto allo sfondo (che appare però "harsh" e sgradevole), soggetto
a fuoco riprodotto con visibile
ma piacevole flou.
Ottica a piena apertura f/2 e ghiera DC su f/5,6 REAR: sfondo
marcatamente più sfuocato
rispetto al primo piano (che appare però ancora più "harsh" e
sgradevole), soggetto a fuoco riprodotto
con visibile ma piacevole flou, più marcato rispetto all'analoga regolazione su
FRONT dell'immagine precedente.
Per sottolineare le differenze nella resa posizionando a
fondo-scala la ghiera DC su FRONT o REAR
vi propongo questi crop al 100% del file (Nikon D700) che riportano un dettaglio
del soggetto a fuoco e
di quello sfuocato in primo piano ottenuti a piena apertura f/2 e con ghiera DC
a fondo-scala f/5,6 su
FRONT (la coppia in alto) e REAR (la coppia in basso): il soggetto sfuocato in
primo piano passa da
una estrema morbidezza burrosa in posizione FRONT ad una leggibilità "harsh"
e sgradevole in posizione
REAR, ma il dettaglio più interessante ce lo fornisce il soggetto a fuoco: a
parità di regolazioni assolute,
e con precisa messa a fuoco in entrambi i casi, il soggetto appare più nitido
con la regolazione FRONT
e decisamente più flou ed aberrato in posizione REAR, un comportamento da conoscere e del quale
tenere conto!
Una brochure giapponese del 1991 che descrive e mette in luce
le principali caratteristiche del
rivoluzionario AF-Nikkor 135mm f/2 DC da poco sul mercato; proprio le
peculiarità esclusive
di queste ottiche obbligarono la Nikon Corporation ad un supplemento di
comunicazione per
far comprendere ai clienti le nuove possibilità consentite dalla serie DC.
Come avrete compreso gli obiettivi Nikkor Defocus Control sono
degli strumenti molto duttili che
richiedono un minimo di apprendistato ma che sono in grado di pennellare
sfumature molto discordanti
fra loro: possono essere degli ottimi medio-tele luminosi che rivaleggiano per
risoluzione e contrasto con
i grandi nomi blasonati ma possono anche rivelare un insospettabile "mondo
interiore" fatto di sfumature,
accenni, sussurri, toni pastello, fornendo al fotografo smaliziato i mezzi per
concretizzare le proprie idee.
(Marco Cavina)
MARCOMETER
CONCETTUALMENTE SONO OBIETTIVI MOLTO
INTERESSANTI
E DAL PUNTO DI VISTA OTTICO E
MECCANICO NON OFFRONO
IL FIANCO A CRITICHE, SE ESCLUDIAMO
QUALCHE INCERTEZZA
NELLA GHIERA DI MESSA A FUOCO;
RICHIEDONO AL FORTUNATO
PROPRIETARIO UN CERTO APPRENDISTATO MA SONO
IN GRADO
DI TRASFIGURARSI OFFRENDO UN MAGNIFICO
VENTAGLIO DI
SFUMATURE. COOL, CHE ALTRO DIRE ?
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